Archivio per la Categoria Emozioni visive.

Moon river.

Pubblicato su Emozioni visive., Prêt-à-Porter. il 3 Dicembre, 2007 da Elisa

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Aveva deciso che quello sarebbe stato il giorno in cui si sarebbe risollevata. Era andata nella sua camera per truccarsi e nascondere tutto dietro a quella maschera, aveva curato il suo abbigliamento nei minimi dettagli, aveva rimesso lo smalto rosso sulle mani. Agli occhi degli altri appariva sempre perfetta, mai trascurata. I suoi capelli però erano mossi, non lisci come al solito, questo dimostrava la sua pigrizia, non le interessava stirarseli come al solito e allora via ai capelli di essere come erano: mossi e ribelli. Non amava condividere i suoi problemi con gli altri, le sue debolezze dovevano rimanere sue, una cosa privata. A volte provava a parlarne con le persone a lei più vicine ma finiva sempre per litigarci, la mettevano davanti ai suoi sbagli, e lei questo non lo sopportava, “se sbaglio, lo vedrò da sola, ma non sopporto che me lo faccia vedere tu.”
Rimmel nero come la pece, perfetto sulle sue ciglia lunghissime.
Stava cercando di costruire qualcosa, di dimostrare al mondo che donna era, non una qualsiasi, ma a volte diventava terribilmente complicato.
“Quanto sei cretino, continua pure a prendertela con me se ti fà sentire meglio, ma sarebbe anche arrivata l’ora di crescere, niente è per sempre, noi non lo siamo stati come tutto, ti prego guardami, cerca di capire, niente è per sempre, anche tu, nessuno, niente, niente..”
Ora aveva imparato a guardare il mondo in maniera molto più distaccata, a guardarlo da fuori, era raro che si facesse toccare vicino da qualcosa, si faceva toccare solo da se stessa.
“Ho sognato di andare a casa sua, di spiarlo dalla tromba delle scale, di fingere di incontrarlo per caso, ma anche nella mia immaginazione ero la solita stupida impacciata che non sapeva che dire. Prima ci si vendica, poi si dimentica, non ho fatto nessuna delle due, e la prima quasi più non mi interessa, il tempo non ha guarito nulla, ha solo logorato tutto, mi ha indurita, chiusa da dentro, il tempo guarisce tutti i mali, ma chi l’ha detta questa stronzata?
Non poteva ancora fermarsi, ormai aveva capito come erano fatte le sue paturnie, venivano, ci si tuffava e ci sguazzava dentro per un po’, e poi ne riusciva, non era arrivato il momento di buttare tutto all’aria, se non altro per la sua giovane età.
Forse pensò, “è arrivato il momento di andare da Tiffany.”

In una lettera.

Pubblicato su Emozioni visive., Letture., Vecchio stile. il 15 Maggio, 2007 da Elisa

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“Occorre una certa duttilità di spirito per comprendere nel suo modo più proprio la realtà informe e saperla distinguere dalle chimere, che tuttavia si impongono vivacemente e con una certa parvenza di realtà.”

J. W. Goethe

A te, Nonna.

Pubblicato su Emozioni visive., Vecchio stile. il 14 Maggio, 2007 da Elisa

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Là nel giardino di quella famiglia inglese, dietro al loro castello, c’era una lapide di uno degli abitanti del posto, e mi ricordo che ci andavo al tramonto e mi ci sedevo accanto. La morte non faceva paura, faceva parte del prato illuminato dagli ultimi raggi di sole, faceva parte della vita. Ed è lì che ho avuto il presentimento che mia nonna era morta, lei che mi aveva cresciuta, che mi veniva a prendere all’asilo, che mi preparava la pappa. Ma lì sembrava più facile accettarlo, sembrava più facile piangere, forse perchè ero lontana da casa, forse perchè ero in un posto incontaminato, in cui la morte entrava a far parte della terra viva, e riviveva nella storia del suo fantasma che si aggirava per le stanze del castello.