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Pubblicato su Prêt-à-Porter. il 19 Maggio, 2008 da Elisa

Di nuovo chiuso a tempo indeterminato.

Voglio i nomi.

Pubblicato su Storia e Attualità. il 14 Aprile, 2008 da Elisa

In questo post sarò molto concisa. Vorrei sapere solo una cosa: i nomi e i cognomi di chi ha votato la Santanchè e Bossi.  Mi và bene chi vota a destra (insomma..), chi vota a sinistra, non voglio sentenziare, ma voglio sapere come si può votare la bambola rifatta e la mummia ignorante, spiegatemelo vi prego, ho bisogno di capire.

P. S. Leggetevi bene il collegamento al favoloso sito delle “Malvestite”.

La pupazzata.

Pubblicato su Storia e Attualità. il 9 Aprile, 2008 da Elisa

Ieri sera invito ad una cena gratuita in uno dei locali più belli di Roma. Ci invita una nostra cara amica pr. Ci andiamo tutti, in fondo non capita tutti i giorni di non pagare nulla per entrare in quel locale e in più non si paga per mangiare. La cosa ovviamente ci sa di fregatura, mediamente solo per entrare in quel posto si pagano 25 euro. Arrivando lì davanti l’arcano viene svelato: era una cena per la campagna elettorale di non so chi. Appena arrivata quasi volevo andarmene ma il mio migliore amico mi ha detto: “Ma perché te ne vuoi andare? La casta politica ci spreme tutto l’anno e io stasera spremo loro.” Sono rimasta, il ragionamento non fa una piega.
Quindi rimango tra il divertito e l’indignato. La serata di ieri sera al “signor votatemi” è costata tra i 15.000 e i 30.000 euro e non ha badato a spese, camerieri per il catering, il locale completamente ri-arredato per il comizio perché abitualmente è concepito come una discoteca.
Il motto della serata non era: “Facciamo qualcosa per questo paese”, ma: “Oh, magnà più che puoi! Tanto che te frega, paga er politico.”. Vorrei sapere dove il candidato e tutti gli altri candidati (perché tutti offrono cene) prendono i soldi per fare questi grandi eventi (sicuramente non dalle loro tasche). Vorrei sapere se sperano veramente di corromperci con una cena, che tra le altre cose non era niente di che. Dopo aver mangiato ovviamente ce ne siamo andati, mi rifiuto di sentire uno che spera di convincermi a votarlo con qualche tramezzino, anche perché erano le 23 e la star ancora non si era fatta vedere, e la gente seria a quell’ora va a casa a dormire perché il giorno dopo si deve alzare per andare a guadagnarsi la pagnotta.
E al politico di ieri sera come a tutti i politici vorrei lanciare io un motto: “Ma andate a lavorare!”

Tutta la vita davanti.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole. il 29 Marzo, 2008 da Elisa
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Ieri sono andata a vedere questo film. Bellissimo. Da una parte tutti lo dovremmo vedere per renderci realmente conto di cosa c’è in giro, dall’altra lo vieterei ai minori di quarant’anni o a chi è in cerca di lavoro.
La protagonista del film si laurea in filosofia con il massimo dei voti, e poi? E poi nulla. Allora mi chiedo io, perché ci sono ancora le facoltà di filosofia (o di tutte quelle facoltà che non ci permettono di trovare facilmente lavoro)? Dovrebbero aiutarci e invece buttiamo soldi tempo e denaro per cinque anni. A che scopo? Non c’è nessun motivo valido.
E allora smettiamola di parlare dell’aria nei programmi che ospitano coloro che vorrebbero dalle prossime elezioni rappresentare questo paese, smettiamola di litigare e di lanciarci frecciatine sui giornali come ragazzini di due anni. Smettiamola. E pensare che anche io ho ancora “tutta la vita davanti”, ma sono così nauseata da questo paese, da questa gentaccia che ci vorrebbe governare, che alle prossime elezioni non so davvero chi votare. Non ne posso più di un paese in cui la meritocrazia non conta nulla, ma si và avanti solo se hai i soldi e sei “figlio di”. Si, probabilmente i miei sono luoghi comuni, detti e ridetti, ma perché allora visto che sono stati detti fino alla nausea qualcuno nel suo programma elettorale non ce li mette dentro? Ma non come frasetta buttata lì del tipo: “Lavoro ai giovani” o cose così, ma come reale impegno.
Mi è sempre piaciuta molto filosofia, ma non l’ho mai presa in considerazione per il mio percorso all’università, ora un film ve lo dice il perché. E non mi venite ancora a dire che bisogna scegliere quello che più piace, perché con il mito della caverna di Platone non si mangia in un paese come il nostro. E quindi tutti coloro che devono costruirsi da soli, sono costretti a scegliere la meno peggio, tra le facoltà che potrebbero dare un lavoro dignitoso quella che più piace.

Talkin ’bout a revolution.

Pubblicato su Prêt-à-Porter. il 26 Marzo, 2008 da Elisa

Ok, forse sono pronta per tornare. Ultimamente ho completamente messo sottosopra la mia vita e non riuscivo più a scrivere, forse avevo bisogno di sistemare una cosa alla volta. Ho lasciato ingegneria, non dico l’università perché a Settembre ricomincerò da qualche altra parte (molto probabilmente economia), l’università è è dentro di me è una cosa che voglio assolutamente fare. Ho lasciato il mondo degli ingegneri perché non faceva per me, e non riuscivo a farla bene come avrei voluto, non ero motivata, non mi piaceva.
Ho tagliato i capelli fino al mento, per molti anni li ho portati lunghi fino sotto le spalle e li ho fatti biondi.Non avevo il coraggio di tagliarli, mi è sempre piaciuto il capello lungo, ma corti e chiari mi stanno molto meglio e forse avevo bisogno del coraggio che ho preso per lasciare ingegneria per rivoluzionare anche la mia testa.
Forse ci ho messo troppo tempo a capirlo, ma quando si tratta di cambiamenti sono sempre molto timorosa. Per fortuna ho ancora diciannove anni, venti a settembre, chissà il numero due aprirà davvero la strada giusta per me.
In questo periodo stò studiando per il First Certificate che darò a giugno e stò lavorando. Che lavoro? Faccio ripetizioni ad alcuni ragazzi delle medie. Che situazioni che mi sono capitate, i figli sono sempre troppo stanchi per lavorare, e le madri sempre troppo occupate per far studiare i loro figli, alcuni penso avranno la vita segnata dalla non-responsabilità delle loro madri. Ma questo è solo un piccola esperienza della mia vita, voglio tornare all’università, voglio studiare, voglio dare gli esami e laurearmi, questo è quello che più mi manca ora e che più desidero.

Some mistake.

Pubblicato su Prêt-à-Porter. il 13 Febbraio, 2008 da Elisa

[I'm not calling for a second chance,
I'm screaming at the top of my voice,
Give me reason, but don't give me choice,
Cos I'll just make the same mistake again]

Sorrido tra le lacrime, sul mio volto bagnato si stà disegnando un sorriso beffardo di quelli che si fanno quando si ha capito tutto. Sorrido se penso quanto si può diventare viscidi, la propria dignità spazzata via, solo per l’amore del proprio io. Sorrido perché mi sento migliore di te, e forse anche di te. Perché non mi lascio ingannare, perché ho ancora un po’ di rispetto verso me stessa, perché le lacrime di ciascuno di noi sono qualcosa di prezioso che non possiamo sventolare davanti a tutti perché la forza della compassione ci faccia riaccettare dagli altri. Sorrido perché ho avuto il coraggio di mettere completamente sotto sopra la mia vita, e non so ancora che decisioni prenderò e che ne sarà di me, ma avrò sempre una spalla dove appoggiare la mia testa quando mi farà male per il troppo pensare. Non penso di aver sbagliato ad essere stata dura, non questa volta, ti devi svegliare, devi capire che la maggior parte delle cose non sono come ci appaiono.
Ora è momento di tacere. Si è detto tutto, e forse anche di più.

“A pensare male si fa peccato,
ma spesso ci si azzecca”
(Giulio Andreotti).

I’ve got a life.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole., Prêt-à-Porter. il 31 Gennaio, 2008 da Elisa

Tu, neanche lo sai quanto mi stai aiutando in questo momento. Non ho bisogno di parlarti, ho bisogno di sapere solo che sei lì per me. La mia vita è serena, eppure c’è qualcosa che da un po’ di tempo mi tormenta e che non so bene come affrontare. Forse, dovrei solo essere un po’ più coraggiosa, ma non so, alcuni cambiamenti radicali mi hanno sempre tanto spaventata. Mi sono ricordata di questo film, l’ho visto al liceo, ho deciso di dedicargli una pagina con il pezzo più bello e di ripromettermi ogni tanto di rileggerlo.
Ho bisogno di sentirmi realizzata di nuovo, di sentirmi un po’ più fiera di me, di muovermi di più di essere più attiva. La tua presenza mi serve più di ogni altra cosa, non te ne andare mai.

Sometimes.

Pubblicato su Prêt-à-Porter. il 28 Gennaio, 2008 da Elisa

Oggi mi sento annoiata. Sono a casa, dovrei studiare, ma non mi concentro, guardo fuori e vedo una giornata splendida, e penso che la stò buttando via. Ogni tanto mi sento completamente sola, come se non avessi i miei affetti più cari. Questa università stà uccidendo uno a uno i miei nervi. Vorrei diventare ingegnere, ma ce la posso fare? Mi sembra tutto troppo difficile, troppo impegnativo, non per me.
Dall’altra parte però è diventato un sogno prepotente, mi ritroverei molto delusa da me stessa se un giorno arrivassi a mollare tutto. Tra una settimana proverò per la terza volta analisi, ma la mia mente è distaccata, si rifiuta di ragionare, di imparare. E pensare che al liceo ero un alunna modello, e che riuscivo a fare il mio dovere anche quando proprio non ne avevo voglia. Forse, sarà anche la paura del domani che mi blocca, non so cosa succederà, è tutto troppo poco definito. Forse una laurea? E quale lavoro? Un compagno o una vita da single? Invidio chi è deciso e và dritto per la sua strada. Forse, stasera uscirò a godermi la mia città illuminata, che mi mette di buon umore e non mi fa pensare al domani.

 

[..Sometimes, we've got to sing this song
Sometimes, It takes us way too long
Sometimes, we've got to sing out of key..]

 

If I had eyes.

Pubblicato su Prêt-à-Porter., Sex and the city. il 22 Gennaio, 2008 da Elisa

E poi ho avuto un intuizione riflettendo su una delle tante puntate di Sex and the city. Anche io avevo due fantasmi: uno era buono e totalmente innocuo, ormai si era scordato di me e io di lui, e convivevamo nella stessa città senza mai disturbarci. L’altro invece era arrabbiato, di quella rabbia che ci si coltiva dentro silenziosamente. Se da una parte capivo alcune colpe che mi addossava, dall’altra non accettavo che ce l’avesse tanto con me, in fondo avevo usato un modo garbato per convincerlo ad uscire dalla mia vita. Ma il caso mi aveva punito continuando a farmelo vedere tutti i giorni, senza avere un dialogo civile.
Quando si parla di casi della vita.. Il primo fantasma quando veniva a trovarmi ogni volta mi infastidiva in modo quasi imbarazzante, ma dopo essere riuscita a farlo andare via ora riuscivo serenamente a parlarci, conservando tra di noi solo quella vecchia complicità che utilizzavamo una volta per capirci senza troppe parole. Il secondo che invece era stato meno irruento e fastidioso del primo, ora diventava lui quello più ingombrante e problematico.

La Peste.

Pubblicato su Letture. il 16 Gennaio, 2008 da Elisa

“Ha ragione Rambert, assolutamente ragione e per nulla al mondo vorrei distoglierla da ciò che stà per fare, che mi sembra giusto e buono. Occore che le dica che tutto questo non è eroismo. Si tratta di onestà. E’ un idea che può far ridere, ma la sola maniera di lottare contro la peste è l’onesta.”