Somewhere only we know.

[Oh, simple thing, where have you gone?
I'm getting old and I need something to rely on
So tell me when, you're gonna let me in
I'm getting tired and I need somewhere to begin]

Ti ricordi? Ricordi i primi imbarazzi, i primi sguardi, i primi baci? Li ricordo tutti dal primo all’ultimo. Era Giugno e poi è diventato Luglio, un mese, fatto di casa tua, della gattina che qualcuno aveva trovato per strada, era la nostra estate, era la mia estate felice con te.

Era l’estate della Rivoluzione Francese. Tutto è cambiato, non c’è più niente di quello che c’era prima di quel mese. Sono arrivata a capirlo più di un anno e mezzo dopo e Dio solo lo sa, quanto mi piacerebbe poter tornare indietro a quei momenti e fermarmi completamente. Perché dopo quel mese qualcosa con la mia persona si è andata rompendo, o almeno così pare. E ho realizzato di non essere più la persona di nessuno e di essere sola a combattere un po’ contro tutto e tutti, senza appoggi, senza avere più nessuno dietro cui nascondermi per un attimo. Tutti sono andati avanti, io sono rimasta ferma pensando che tutto era come sempre, che tutto sarebbe stato per sempre. Lui ora andrà a Barcellona e la mia vecchia persona al mare. Io? Io da sola in una città enorme a pensare a tutto quello che è stato e che non sarà mai più.

[This could be the end of everything
So why don't we go, somewhere only we know..]

4 Risposte a “Somewhere only we know.”

  1. Ciao! “Tutti sono andati avanti, io sono rimasta ferma pensando che tutto era come sempre, che tutto sarebbe stato per sempre” Questa frase l’ho ‘vissuta’ anch’io….Un giorno mi sono guardata attorno e ho scoperto che tutto era cambiato. E che quella quotidianità che io credevo non sarebbe mai finita era terminata da un pezzo. A volte si sta talmente bene in una situazione (che sia una storia, che sia un periodo di vita) che sembra impossibile possa finire….Invece nel tempo tutti vanno a capo e tu resti lì a cercare di mettere quel punto che proprio non vorresti mettere.

    elisa

  2. l’attesa porta via solo tanto tempo
    mentre lo stesso tempo lo si dovrebbe impiegare
    per guarire, per star bene
    per rinascere
    è vero, dopo il punto si va a capo
    e si riprende a scrivere…

  3. Il dolore più grande lo abbiamo quando al posto del ‘punto’ iniziamo a mettere i puntini di sospensione, quelli che ti lasciano in un limbo..

    Quel limbo in cui credi di poter sentire meno dolore, ma che ti strazia giorno dopo giorno, come una goccia che piano piano ti scava il cuore perché è enorme il coraggio necessario per mettere davvero il Punto..

  4. Purtroppo la vita viaggia da una velocità stabilita da chissà chi. Non puoi far nulla per arrestare questo continuo divenire, non puoi far nulla per tornare indietro, nè per fermare il tutto e godere di un attimo..di quell’attimo che vorresti non finisse mai. Ma credo in fondo di aver bisogno di questa continua mutevolezza che rende le giornate diverse e mai banali. Bisogna solo saperla “seguire” senza esserne dominati o travolti o annullati..

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