Tutta la vita davanti.

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Ieri sono andata a vedere questo film. Bellissimo. Da una parte tutti lo dovremmo vedere per renderci realmente conto di cosa c’è in giro, dall’altra lo vieterei ai minori di quarant’anni o a chi è in cerca di lavoro.
La protagonista del film si laurea in filosofia con il massimo dei voti, e poi? E poi nulla. Allora mi chiedo io, perché ci sono ancora le facoltà di filosofia (o di tutte quelle facoltà che non ci permettono di trovare facilmente lavoro)? Dovrebbero aiutarci e invece buttiamo soldi tempo e denaro per cinque anni. A che scopo? Non c’è nessun motivo valido.
E allora smettiamola di parlare dell’aria nei programmi che ospitano coloro che vorrebbero dalle prossime elezioni rappresentare questo paese, smettiamola di litigare e di lanciarci frecciatine sui giornali come ragazzini di due anni. Smettiamola. E pensare che anche io ho ancora “tutta la vita davanti”, ma sono così nauseata da questo paese, da questa gentaccia che ci vorrebbe governare, che alle prossime elezioni non so davvero chi votare. Non ne posso più di un paese in cui la meritocrazia non conta nulla, ma si và avanti solo se hai i soldi e sei “figlio di”. Si, probabilmente i miei sono luoghi comuni, detti e ridetti, ma perché allora visto che sono stati detti fino alla nausea qualcuno nel suo programma elettorale non ce li mette dentro? Ma non come frasetta buttata lì del tipo: “Lavoro ai giovani” o cose così, ma come reale impegno.
Mi è sempre piaciuta molto filosofia, ma non l’ho mai presa in considerazione per il mio percorso all’università, ora un film ve lo dice il perché. E non mi venite ancora a dire che bisogna scegliere quello che più piace, perché con il mito della caverna di Platone non si mangia in un paese come il nostro. E quindi tutti coloro che devono costruirsi da soli, sono costretti a scegliere la meno peggio, tra le facoltà che potrebbero dare un lavoro dignitoso quella che più piace.

26 Risposte to “Tutta la vita davanti.”

  1. eliasmengwee Dice:

    ciao elisa,
    vado disordinatamente:
    - il film non l’ho visto, ma virzì raramente delude
    - a questa classe dirigente i giovani servono servi, servili e sopprattutto ignoranti che altrimenti gli fanno le scarpe (il pensiero naturalmente deve essere unilaterale)
    - l’italia al contrario del film dei Choen è un paese per vecchi e di vecchi… qui dove vivo ci sono 36mila abitanti: 5 centri anziani e nessun centro giovani… l’unica cosa che ti lasciano fare da giovane è annoiarti e morire
    - capisco il risentimento verso questa società vergognosa, ma dissento totalmente sul rinunciare a quello che ci piace fare o desideriamo essere. altrimenti oltre che cornuti siamo pure mazziati. “il mito della caverna di Platone” (che non ho mai letto) non ti darà da mangiare ma ti salva dalla pazzia e ti fa sentire ancora una PERSONA vivente. farci dimenticare noi stessi e trasformarci in pupazzi è lo sport preferito di questa casta.
    - la colpa è pure dei giovani a cui sta bene tutto, sono sempre più ignoranti e non si rivoltano perchè tanto fanno Amici alla tv e non posso stare senza suv (affermazione populista, mi rendo conto, ma è per rendere l’idea) sopprattutto, anche i giovani ormai stanno entrando nell’ordine di idee che conta solo arrivare e a qualunque costo. l’italia è sempre più socialmente mafiosa… anche nell’incoscio: un esempio su tutti: come fa un giovane giornalista a sentirsi libero di dire ciò che vede se pure un mostro sacro come Biagi viene sfanculato? oppure se il capo del giornale è il tuo datore di lavoro? chi glielo fa fare?
    la coscenza, e la coscenza costa cara…
    - i modi per non sprofondare esistono, piccoli o grandi che siano. che si sia intransigenti o trovando compromessi, bisogna provarci. sempre.

    “…Scendi in strada, qualunque strada
    regala i tuoi occhi al mare
    a un bambino, i tramonti infiniti
    ai poeti, ai pazzi, ai naviganti
    perchè di loro è il mondo
    non di chi li sta uccidendo
    e fa che tutto sia difficile da imparare
    che ci voglia attenzione e sudore
    e impossibile da dominare
    impossibile da dominare”

    Luciana Manco
    in una canzone di Paolo Benvegnù

    bisogna che tutti diventiamo: impossibili da dominare

    azz.. ho finito
    ciao :)

  2. eliasmengwee Dice:

    ps: “oppure se il capo del giornale è il tuo datore di lavoro?” - volevo dire se il capo dello stato è il tuo…
    ciao!

  3. eliasmengwee Dice:

    … ho scritto coscienza senza i… e che son scrittore… la mia maestra si rivolta nella tomba
    basta, non disturbo più!!

  4. Elisa Dice:

    Ahaha!
    Anche io vorrei che ci fosse più libertà nel scegliere semplicemente quello che più piace, ma diventa dura, veramente dura e nel film anche Virzì insegna.
    Altri laureati in filosofia si mettono a scrivere il Grande Fratello e ho detto tutto..
    Anche insegnare diventa difficile, perchè le graduatorie sono quello che sono e prima che ti assumono ce ne passa di tempo.
    I sogni sono una grande ricchezza, però da giovane che si affaccia nel mondo del lavoro, un domani non dico tanto, ma vorrei potermi comprare una casa o se non comprare, potermi permettere un affitto. E con i tempi che passano è sempre più difficile. Come potrei poi lontanamente pensare se lo desidero, di cotruirmi una famiglia? E bada bene, non punto a diventare la manager di una grande azienda. Prima di tutto vorrei poter avere una vita dignitosa, senza l’aiuto costante dei miei genitori.

  5. Igor Dice:

    non ho ancora visto il film ma lo farò presto in quanto mi riconosco molto..ho 32 anni, una laurea “debole” come sociologia e ancora poche prospettive di un lavoro serio…purtroppo a 18 anni tante cose non si capiscono..si agisce d’istinto…con passione..si inseguono i sogni…potessi tornare indietro forse non farei quella scelta…ma penserei in maniera piu “pratica” perchè ora mi ritrovo con tantissime esigenze insoddisfatte…purtroppo l’italia è questa..come dici tu vanno avanti i figli di papà, chi ha i santi in paradiso…quindi inseguire certi sogni è “Un lusso” che non tutti possono permettersi…tu cosa studi?

  6. eliasmengwee Dice:

    lo so che è dura
    io non ho manco il “pezzo di carta” perchè ho mollato al terzo anno di chimica per fare la scuola di teatro. adesso sarei un operaio in cassa integrazione a Porto Marghera…
    invece sono un artigiano che fa mille e più mille lavori per barcamenarsi (e spesso non bastano nemmeno, ma la mia fomazione artistica aiuta negli equilibrismi!!) ma che gli unici compromessi che accetta sono quelli che lo avvicinano alle cose in cui crede e ama, senza snaturarsi.
    esempio stupido: il prossimo mese mi trasferirò in un nuovo appartamento in un paese non molto lontano da mira, dove sto adesso. alcuni conoscenti mi hanno detto: “ma tu non eri quello che voleva andare e vivere in montagna?” risposta: “certo, infatti mi sono avvicinato in linea d’aria di 5 km alle alpi …” può sembrare una stronzata, ma invece ha un valore enorme.
    per quanto riguarda la famiglia e l’indipendenza ci sarebbe altro da dire, ma ora scappo… il lavoro chiama…
    ciao!

  7. Elisa Dice:

    *Igor*: L’anno scorso appena finito il liceo scientifico mi sono iscritta a Ingegneria informatica. Da poco ho lasciato perchè davo pochi esami studiati male, perchè non era veramente questo che volevo fare, non riuscivo proprio a farmelo andare, e l’avevo scelta come strada che mi dava un opportunità in più. A settembre ho deciso di ricominciare, quasi sicuramente economia, perchè mi piace proprio e perchè se fatta molto bene ti apre qualche possibilità.

  8. elis Dice:

    :) vero..
    io sto percorrendo una strada che non so se è la mia..so che non è ancora tardi per cambiarla ma capisco bene quello che dici..ed è anche per questi motivi che non ho ancora identificato quella giusta.. :(

  9. xeena Dice:

    Ùssignor non leggo i commenti che ci impiego troppo, se stai per partire stai alla larga dal film “Turistas” l’ultimo che ho visto ieri sera….tremendo.
    Kiss da una precaria ;-) prima o poi ……

  10. Ani~ Dice:

    Ti capisco, anch’io avrei voluto far Lettere & Filosofia o addirittura Giornalismo ma ho poi dirottato su Giurisprudenza (dove devo pero’ ammettere mi son trovato comunque benissimo, almeno per ora) per il tuo stesso motivo.
    Hai ragione purtroppo, ’sto mondo fa schifo e noi giovani non possiam far altro che rispondere adattandoci e stringendo i denti, purtroppo spesso e volentieri rinunciando ai nostri sogni.

    Mi hai incuriosito comunque riguardo al film, comunque.
    Vedro’ di andarlo a vedere il prima possibile. ;)

  11. Igor Dice:

    si economia certamente è una laurea che può offrire molto…anche io ho fatto lo scientifico e “avrei” dovuto scegliere ingegneria…ma quando uno non è portato per un certo ramo è inutile buttarsi..perchè si soffre comunque…

  12. Elisa Dice:

    *Igor*: Infatti, sono sempre andata bene a scuola e non ho mai avuto problemi, ma andando a ingegneria le cose le facevo proprio controvoglia, se rimanevo lì neanche in dieci anni mi sarei laureata, di conseguenza la laurea comunque me la sarei sbattuta in faccia.. E poi che frustrazione fare per tutta la vita una cosa che non piace per niente!!

  13. arwenh Dice:

    io non mi sarei mai iscritta a una facolta’ come filosofia. non vedo perche’ pesare per 5 anni sul bilancio familiare (mantenere un figlio all’universita’ e’ un sacrificio) per poi avere in mano un pezzo di carta che non vale nulla.

    per come la vedo io, se uno si iscrive a filosofia non puo’ aspettarsi uscito di li anche con 110 lode di trovare un lavoro decente (il filosofo??) e con una paga da dio, quando c’e’ gente che esce da ingegneria e viene assunta a 800, 1000 euro al mese. va bene studiare per amore della cultura e della materia, ma bisogna anche rimanere coi piedi per terra. dopo la laurea in filosofia cosa fai??? il filosofo? mi dici un’azienda che assume filosofi???????
    dopo quella laurea li puoi cercarti lo stesso identico lavoro di una qsiasi persona che esce da un liceo, o se hai fatto una scuola superiore tipo ragioneria o un tecnico puoi cercarti il lavoro di quel settore.

    non ci vedo nulla di strano quindi. la convinzione che laurea == lavoro va smentita. la laurea e’ necessaria per prepararti a mestieri, il medico, il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere, il magistrato, il giudice, l’interprete, e cosi’ via…. professioni per le quali devi per forza studiare perche’ l’istruzione superiore non basta, e anzi sono generalmente professioni dove continui a studiare tutta la vita per poterle fare bene.

  14. Elisa Dice:

    *Arwenh*: concordo con te sull’aspetto lavorativo.
    Però il filosofo in una società in teoria è necessario. Nello studio della società e delle sue dinamiche. E se non fosse così allora mi chiedo io, perchè continuiamo all’università ad istituire corsi di laurea in filosofia?
    Poi sono una persona molto pratica e vedo più adatto a me un lavoro in un azienda, fatto di problemi reali da risolvere, ma ognuno è fatto a modo suo, secondo me ci dovrebbe essere spazio per tutte le persone meritevoli nella nostra società..

  15. elis Dice:

    bello il nuovo taglio con relativo colore! ;)

  16. Elisa Dice:

    *Elis* Grazie!

  17. arwen_h Dice:

    si e’ vero che ci deve essere spazio per tutti, pero’ e’ anche vero che ci sono persone che ci “marciano” su queste universita’ “letterarie”, che hanno tantissimi iscritti (che quindi pagano tantissime tasse). te lo dico per esperienza, molta gente (ricercatori, dottorandi, aseggnisti ecc) di ingegneria, fisica, matematica, viene pagato DA filosofia, lettere ecc.

  18. francesca Dice:

    bentornata Elisa…dovevo andare, ma erano rimasti 4 posti…allora sono finita a vedere 27 volte in bianco :(
    Capita

  19. francesca Dice:

    dumenticavo, il filosofo oggi può fare consulenza filosofica (che è una sorta di psicoterapia) può insegnare, può scriverre, fare il giornalista…per quanto riguarda il lavoro sicuro, quello è un problema per tutti, con qualsiasi laurea

  20. Fabioletterario Dice:

    Cara Elisa, ho appena postato con tutte le spiegazioni… Dunque temo che ti tocchi pagare pegno… :-)

  21. Bakunin Dice:

    Io non ho visto il film, ma ho studiato (si fa per dire) filosofia. Non avevo voglia di entrare negli ingranaggi della vita e ho vissuto per 10 anni di espedienti. Quando ho deciso che forse era meglio lavorare, mi sono reso conto che non conta quasi nulla quello che hai fatto o che hai studiato.

  22. melania Dice:

    Ciao Elisa.
    Passo per un saluto veloce e ripasso più tardi, spero in serata, per leggerti.

  23. Fabioletterario Dice:

    Elisa! Ho bisogno di un consiglio per quanto riguarda i fazzolettini… Mi puoi aiutare? :-)

  24. rds4ever Dice:

    Dai commenti purtroppo capisco sempre di più come si sia ridotto questo paese.Lasciare da parte le passioni e i sogni per il pragmatismo nelle scelte la dice molto lunga,così veramente ci tolgono anche la voglia di vivere.E la chiamano libertà….

    Un paese che non crede nei giovani è un paese destinato ad una rovina clamorosa.

    Ciao Elisa,

    Riccardo

  25. vitaliano82 Dice:

    ciao elisa,
    io invece mi sono laureato in un corso di laurea molto professionalizzante, che ho seguito con passione. il risultato?
    leggi questo mio sfogo:
    http://yellowcar.wordpress.com/2008/03/04/la-casta-che-ogni-giorno-affronto/

    il problema è che in italia la meritocrazia non ha nessun valore e le lauree si sono svuotate di ogni qualsivoglia valore.
    vitaliano

  26. Fabioletterario Dice:

    Elisa… Ma dove sei?

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