1949.
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hikmet.
15 Dicembre, 2007 a 2:06 pm
Sto tornando a casa adesso.
Passo veloce solo per dirti che per me è un vero piacere se mi aggiungi nel tuo blogroll. E non è una frase scontata. Anche perché anche a me piace proprio tanto il tuo blog. Sia per i contenuti che per l’aspetto.
Ripasso più tardi con maggior calma.
15 Dicembre, 2007 a 3:25 pm
“sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.”
Ho spesso percepito l’amore come qualcosa di intenso che scorre così forte… che irrompe nella mia vita straripando oltre ogni limite eppure qualcosa che non riesco a contenere… a trattenere… e nel momento in cui l’”afferro” mi sfugge via.. come l’acqua di un ruscello tra le mani… posso berne e saziarmene gli sguardi…ma non potrò mai arginarla e contenerla… mai..
15 Dicembre, 2007 a 3:32 pm
è proprio carino qui…
15 Dicembre, 2007 a 3:42 pm
c’è un problema con il mio link…ora dovrebbe andare
15 Dicembre, 2007 a 7:07 pm
“Sei la mia schiavità sei la mia libertà”.
Mi piace questo passaggio. Lo sento come qualcosa che ti rende totalmente “legato” ma che non vuole intaccare la tua libertà. Un sentimento che ti tiene stretto come per farti soffocare, ma del quale non riesci a liberarti, perchè senza di esso ti senti “morire”. Allora “morire” per soffocamento o “morire” per astinenza?
Questa frase potrebbe in qualche modo rendere l’idea del mio stato d’animo in questo periodo.
Complimenti Elisa, bel post.
15 Dicembre, 2007 a 10:11 pm
Sono ripassata.
Io adoro Stintino, nonostante il gran casino che ci possa essere ormai d’estate.
Ho una casa e ci vado sin da quando ero bambina.
E’ un luogo dove riposare a contatto con la natura, davanti al mare, e passare momenti piacevoli.
Mi fa piacere che tu ne abbia un bel ricordo.
Passa una serena serata
Melania
16 Dicembre, 2007 a 12:34 am
bello kismet. ho un libricino di poesie.. molto delicate ^^
16 Dicembre, 2007 a 2:59 am
se un giorno il tuo cuore si ferma,
se qualcosa smette di bruciare per le tue vene,
se la voce dalla bocca ti esce senza divenir parola.
se le tue mani si scordano di volare e s’addormentano…
Pablo Neruda
http://www.radioboville.blogspot.com
16 Dicembre, 2007 a 7:07 pm
Bello….un saluto e buona serata.
16 Dicembre, 2007 a 9:35 pm
Ciao Elisa. Passo rapida per un saluto.
Domenica sta pian piano lasciando il post ad un gelido lunedì…
Melania
17 Dicembre, 2007 a 6:19 pm
Stupenda la composizione! Mi piace quando dice sei la mia patria!
18 Dicembre, 2007 a 2:04 pm
Wowo,
un’altra che conosce Hikmet, rispetti.
18 Dicembre, 2007 a 5:44 pm
Ciao, passo acnh’io per un saluto al volo in uno dei pochi momenti di tempo!
Cercherò di seguirti meglio meglio nei prossimi giorni…
Un saluto dal signor S.
18 Dicembre, 2007 a 6:35 pm
c’è un passo molto bello: “la mia nostalgia di saperti inaccessibile”.
Riesco a capirne bene il senso, molto simile alla ragione che un giorno, era il mese di luglio del 2005, mi portò a scrivere:
“…provo un disagio inedito nel sentirmi avvolto da una nostalgia insensata ed impossibile: quella per qualcosa che non ho mai vissuto…”
Niente a che vedere con la maestria di questo poeta naturalmente.
un sorriso
Gautier
18 Dicembre, 2007 a 11:21 pm
torno per dirti, finalmente, che questa poesia è bellissima…
20 Dicembre, 2007 a 1:50 am
Hey elisa… fai un salto nel mio post “Vi sto dicendo grazie”
20 Dicembre, 2007 a 11:49 am
La dimostrazione d’amore piu’ bella quella del non possedere.
bella poesia
un caro saluto
Dona
20 Dicembre, 2007 a 10:15 pm
Stupenda.
21 Dicembre, 2007 a 3:22 pm
è splendida (:
22 Dicembre, 2007 a 3:17 pm
Bellissima.
Tanti auguri di Buon Natale,Elisa.
Ciao!
Riccardo