Archivia per Luglio, 2007

Sam’s Town.

Pubblicato su Vecchio stile. il 20 Luglio, 2007 da Elisa

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Volevo sentire proprio quelle parole.
Volevo sentire quella musica.
Nuovi ricordi musicali. Un nuovo album da amare.
Sentirmi libera di guidare nella notte con i finestrini abbassati, l’aria che mi arriva in faccia e la musica che mi accompagna. In fondo, la vita è un eterno viaggio. I ricordi a volte mi paralizzano, se penso al futuro mi manca il fiato. Ma la vita la sento scorrere nelle vene. Basta poco, basta qualcuno. Ora ho bisogno di nuova vita, ho bisogno di nuovi ricordi.

E quando mi vedrai con il rossetto rosso sulle labbra saprai che non potrai più baciarmi, ti lascerei il segno.. E quando mi vedrai con il rossetto sulle labbra saprai che ho un coltello nascosto nel cuore e che se ti avvicinerai lo userò.
E quando mi vedrai con il rossetto sulle labbra saprai che quello è il momento di andartene, saprai che è finita e che non esisterà più un domani. Saprai che dopo aver messo il rossetto sulle labbra, il cuore si sarà congelato di nuovo e la donna di ghiaccio se ne andrà e tu non potrai nulla, neanche il tuo fuoco potrebbe sciogliere il suo cuore ghiacciato, perché è dentro l’anima e tu ormai ne sarai fuori.

 

The dubliners.

Pubblicato su Letture. il 18 Luglio, 2007 da Elisa

Un leggero picchettio ai vetri lo fece girare verso la finestra. Aveva ripreso a nevicare. Guardò insonnolito i fiocchi, scuri e argentei che scendevano obliquamente contro il lampione. Era venuto per lui il momento di andare a ovest. Sì i giornali avevano ragione: nevicava su tutta l’Irlanda. Cadeva la neve in ogni parte della scura pianura centrale, cadeva soffice sulla torbiera di Allen e soffice cadeva più a ovest, sulle scure e tumultuose acque dello Shannon. E cadeva anche su ogni punto del solitario cimitero sulla collina in cui giaceva il corpo di Michael Furey. S’ammucchiava fitta sulle croci piegate e sulle lapidi, sulle lance del cancelletto e sui roveti spogli. E pian piano l’anima gli svanì lenta mentre udiva la neve cadere stancamente su tutto l’universo, e stancamente cadere, come la discesa della loro fine ultima, su tutti i vivi e tutti i morti.

High and Dry.

Pubblicato su Letture., Vecchio stile. il 16 Luglio, 2007 da Elisa

La mattina il cielo era così azzuro, un colore mai visto prima, intenso senza nessuna nuvola a turbarlo. E guardandolo mi erano rivenute in mente le sensazioni della notte appena trascorsa. Il suo respiro affannato carico di desiderio, accanto al mio. Tornando a casa nell’ascensore mi ero guardata allo specchio, il mio volto era stanco ma incredibilmente sereno, e le mie labbra sembravano rinate, turgide come non le avevo mai viste. Mi aveva detto di cercarlo dopo essere tornata a casa, ma non lo avevo fatto. Volevo lasciare intatte quelle sensazioni che avevamo provato, volevo che andassimo a dormire con addosso ancora tutto quanto senza che ci fossero parole a distoglierci da quanto avevamo vissuto.

[Don't leave me high, don't leave me dry.]

Quante migliaia di volte aveva visto la propria faccia e, sempre, con quella stessa impercettibile smorfia. Contraeva le labbra, quando si guardava allo specchio. Era come per dare alla sua faccia una maggiore intensità. Quella era lei: intensa; acuta come un dardo; decisa precisa. (Mrs. Dalloway)

Silenzi.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole. il 12 Luglio, 2007 da Elisa

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“Perchè sentiamo la necessità di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?
È solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.”

 

Hung up.

Pubblicato su Vecchio stile. il 10 Luglio, 2007 da Elisa

E’ stata l’unica volta che mi sono ubriacata.
Dovevo farlo. Dopo aver bevuto ho cominciato a prendermela con le luci della discoteca che si riflettevano sul pavimento. Avevo cominciato a domandare perché quei pallini riflessi continuavano a muoversi in continuazione e non si fermavano. Avevo spostato l’attenzione grazie all’alcool da lui a quelle luci. L’avevo visto uscire e per un attimo il respiro mi si è letteralmente bloccato. Non ci volevo credere a quello che i miei occhi mi dicevano: Elisa, si è proprio lui, ed è appena uscito dal bagno con un’altra. Che squallore, ho pensato poi.
Mi sono girata di scatto, ho trovato un mio amico con un bicchiere di non so cosa e mi ci sono attaccata. Poi non ricordo, il mio sfogo con le luci me lo hanno raccontato. Una sua amica aveva anche provato a giustificarlo, ha bevuto, ha fumato, non capisce nulla. Non ci ho mai creduto, sapeva benissimo quello che faceva e se ne fregava. Se ne fregava di tutto e tutti. E pensare che mi ero anche lasciata convincere ad andare alla sua festa, era venuto sotto casa mia per pregarmi di venire. Ed ero tornata prima dal matrimonio di mia cugina per andarci. Solo per lui.
Ormai non provo odio, provo solo indifferenza e schifo, si lo schifo verso di lui, che ha sempre giocato con me, che mi ha sempre illusa, purtroppo lo sò, la stupida sono stata io che gliel’ho lasciato fare.
Questi sono tutti ricordi che mi porto dentro, che custodisco gelosamente. Perché se sono così ora è perché prima sono stata altro. Perché anche dalle delusioni ho imparato, e anche se mi hanno segnato dentro, mi sono servite. Ecco perché ora non posso fidarmi di te. Non avrebbe senso.

Stand by me.

Pubblicato su Letture., Vecchio stile. il 3 Luglio, 2007 da Elisa

[Maybe you and I will not
believe in the things we find behind the door..
Stand by me, nobody knows the way it's gonna be.]

E si ricordava ancora perfettamente tutto.
Non me lo aspettavo, pensavo se ne sarebbe dimenticato. E invece si ricordava che quella notte avevamo deciso tutto, avevamo deciso che fare di noi.
E’ stata la prima volta in cui non ho avuto fretta, in cui non ho sentito la necessità e il peso di dimostrare qualcosa. E’ stata la prima volta in cui ho voluto prendermi e gustarmi ogni singolo attimo, pensando solo al presente.
E già so che quando partirò mi mancherà, eccome se mi mancherà.

Felice di vivere e padrone di sé
È chi al cadere di ogni giorno potrà dire:
“Ho vissuto. Domani il Padre avvolga
pure il cielo di nubi oscure o sereno
l’accenda il sole, non renderà mai sterile
il mio passato e non potrà mai cancellare
come se per me non fosse accaduto
ciò che l’attimo fuggente mi ha portato”.

(Orazio, Carmina III, 29, vv. 42-4 8)

Love me two times.

Pubblicato su Vecchio stile. il 1 Luglio, 2007 da Elisa

luna.jpgErano le tre di mattina.
Stavo guidando per tornare a casa, la strada era come piaceva a me, senza nessuno, e poi dietro ad una curva l’ho vista: C’era la luna vicina, grande, piena.
Non riuscivo a pensare a nulla, avevo la mente vuota, solo io, lei e la strada. Di colpo tutti i problemi erano spariti, non esistevano più preoccupazioni, impegni, cose da fare, cose da dire, esistevo solo io e la mia felicità. Sembrava un atmosfera quasi surreale. Come quelle volte quando nel bosco senza luci artificiali ci sdraiavamo là nel silenzio assoluto ad ammirarla, come se fosse qualcosa di mai visto.