Archivia per Giugno, 2007

Amai.

Pubblicato su Letture., Vecchio stile. il 25 Giugno, 2007 da Elisa

E poi l’ho detto. Ho pronunciato una parola, la parola.
L’ho pronunciata così senza accorgermi, la bocca ha fatto tutto da sola senza che io le dicessi di farlo. E’ solo una parola, ma dietro si nasconde tanto di me, si nasconde tutto quello che non voglio dire e che probabilmente non dirò mai. Non so se mi abbia sentito, e non so che sperare, so solo che mi è venuto spontaneo. Prima mi faceva ridere la parola, forse solo perché l’avevo sempre detta con la testa e mai con il cuore.

Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore amore,
la più antica, difficile del mondo

Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l’abbandona.

Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.

[Umberto Saba, da Mediterranee, 1946]

Arancia Meccanica.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole., Vecchio stile. il 18 Giugno, 2007 da Elisa

[Stai attento, stai bene attento, oh Dim,
se della vita la continuazione a cuor ti sta.]

E poi mi sono sentita responsabile.
Mi sono sentita osservata, giudicata. Non potevo andare di là in cucina a mangiare con loro, con i genitori e i due fratelli. Mi avrebbero guardata male, gli avevo spezzato il cuore andandomene via, l’avevo lasciato solo.
Lui era in camera da letto, non mi parlava. Aveva spento la televisione sul soffitto e si era rannicchiato su un fianco, mi dava le spalle, voleva escludermi, essere indifferente, ma si vedeva che ancora gli faceva male. Volevo andarmene da lì, volevo andarmene il più presto possibile, gli avevo chiesto di accompagnarmi alla porta, ma non aveva voluto, diceva che era troppo lontana e che gli scocciava alzarsi. Ero quasi bloccata non sapevo che fare. La casa mi ricordava tanto Arancia Meccanica. Il televisore sul soffitto, quei colori psichedelici. E di là c’erano dei genitori che volevano solo difendere il figlio, ma io ero sola, non potevo e non avevo nessuna voglia di affrontarli.
Non so se abbia mai capito le mie motivazioni, perché me ne sia andata, non so cosa lui abbia raccontato, ma dovevo andarmene, non potevo più stare lì insieme a lui, non faceva per me.

Flying high.

Pubblicato su Vecchio stile. il 9 Giugno, 2007 da Elisa

[Ascolta questo silenzio, che gran fracasso che porta;
e non serve coprirsi le orecchie..
Dario Fo]

Mi piacciono i rapporti nascosti, non rivelati. Quelli celati da un velo di mistero e di sorpresa. Non mi piace che si sappia tutto di me, non mi piace sapere tutto dell’altro. Voglio scoprire pian piano. Mi piacciono le cose non dette, ma capite in silenzio, mi piace il silenzio carico di significato. Amo gli sguardi di intesa, in cui due occhi parlano molto di più di tante bocche.
Vorrei amare qualcuno che sappia condividere i miei silenzi, che sappia che anche in quel modo stò comunicando, che sappia capirmi senza troppi giri di parole.

[Feel so nice, oh yeah, you feel so nice,
I'd love to spend the night, but I can't pay the price.. ]

Madame Bovary.

Pubblicato su Letture. il 6 Giugno, 2007 da Elisa

Nel fondo della sua anima Emma aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume all’orizzonte. Non sapeva che cosa l’aspettava, quale vento avrebbe spinto quella vela fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, ne sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angosce o pieno di felicità fino ai bordi. Ma tutte le mattine, svegliandosi, sperava che fosse il giorno buono, ascoltava ogni rumore, si alzava di colpo, si stupiva che non accadesse niente. Al tramonto, sempre più triste, desiderava di essere già al giorno successivo.