Archivia per Marzo, 2007

Silence is golden.

Pubblicato su Vecchio stile. il 29 Marzo, 2007 da Elisa

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O come dire: è per le persone che si accollano.

Quelle che vengono lì e ti vogliono parlare assolutamente, anche quando ti si legge in faccia che tu invece non hai voglia di pronunciare una sola sillaba. Quelle che ti chiedono perchè non le hai salutate, quando magari non lo hai fatto solo perchè non le hai viste, ma per te non sarebbe un problema, e loro invece no, devono fartelo presente.
Oppure quei maschietti lumaconi che per “conquistarti” vengono lì e ti fanno “Certo che io e te siamo proprio uguali..” Ma che vuoi? Ci conosciamo? Non mi pare, e allora quali uguali? Dove vedi tutta questa uguaglianza? Faresti prima a chiedermi se ho una sigaretta, se proprio hai il forte desiderio di comunicare con me.
E poi quelle che a sorpresa si accollano anche su msn.. Che non fai in tempo ad entrare che puntualmente, tutte le sante volte ti chiamano.. (Che poi, almeno ci fosse un motivo valido perchè lo fanno). Non a caso stavo pensando di levarlo..
E poi forse, la gente accollosa più fastidiosa: Quella che senza neanche che la conosci, viene là e vuole passare per tuo grande amico esprimendo giudizi sulla tua vita, e sulle tue scelte senza che tu gli abbia minimamente domandato un parere; e poi magari dopo ti fà presente che non gli hai risposto gentilmente.. Pure? Non solo ti fai i fatti miei senza che nessuno te lo abbia chiesto..
E’ vero che a volte sono poco delicata, che se non sopporto una persona o soprattutto se non sopporto la sua stupidità, glielo faccio capire senza troppo girarci intorno, ma è anche vero che non sempre posso farlo; e che spesso invece devo fare la vaga e fare finta che la cosa non mi infastidisca, ma a lungo andare mi innervosisco e mi salgono veri e propri istinti omicidi, e allora che fare..?

Montalbano, sono.

Pubblicato su Letture. il 26 Marzo, 2007 da Elisa

“Che vuole da noi?”
“Siete stati voi a ordinare l’omicidio di Cosimo Zaccaria per riportare l’ordine in famiglia.”
Don Lillino non disse una sillaba.
“Bene, voglio che l’assassino di Cosimo Zaccaria venga a costituirsi. E voglio macari Mariuccia Di Stefano come complice dell’omicidio del marito.”
“Certamente lei avrà le prove di quello che m’ ha detto.”
Era un’ultima linea di difesa che il commissario rapidamente demolì.
“In parte si e i parte no.”
“Posso sapìri allura perché mi scomodò?”
“Solo per dirle che sono intenzionato a fare di peggio che esibire prove.”
“E cioè?”
“Da domani stesso promuovo un’indagione sugli omicidi Bonpensiero e Zaccaria a colpi di grancassa, la faccio seguire passo passo da televisioni e giornali, tengo una conferenza stampa un giorno sì e uno no. Vi sputtano. I Sinagra si pisceranno addosso dalle risate quando caminate per la strata. Vi sputtanerò tanto che non saprete più dove ammucciarvi per la virgogna. Basterà che dica come sono andate le cose e voi avrete perso il rispetto di tutti. Perché dirò che nella vostra famiglia non c’è obbedienza, che regna l’anarchia, che chi ha voglia di scopare scopa con chi capita, femmine maritate o picciotte, che si può ammazzare liberamente quando, come e chi si vuole..”
“Fermo quà.” Disse nuovamente Don Lillino. Si susì, fece un mezzo inchino al commissario, niscì.
Tre giorni appresso, Vittorio Lopresti, della famiglia Cuffaro, si costituì dichiarando di aver ammazzato a Cosimo Zaccaria [..].
La matina seguente Mariuccia Di Stefano, tutta vestita di nìvuro, [..] si fece il segno della croce e si buttò in mare. [..]“L’hanno convinta a suicidarsi perché non aveva altra strada.” Pinsò Montalbano.
In paìsi, tutti si fecero persuasi che Mariuccia Di Stefano si fosse ammazzata perché non reggeva più la perdita dell’adorato marito.

[Racconto: Par condicio, Libro: Un mese con Montalbano, Autore: Andrea Camilleri]

“E’ passata troppa acqua sotto i ponti, o come cavolo si dice” - Meredith Gray.

Pubblicato su Grey's anatomy, Vecchio stile. il 24 Marzo, 2007 da Elisa

C’è chi mi parla di grandi sogni. Chi mi parla di rispetto.
Non farebbe mai del male ad una persona, e non fà quello che non vorebbe essere fatto a lui.. Mi parla di lealtà, di tutte quelle belle cose che ci vorremmo sentir dire da una persona che forse un domani ci potrebbe interessare, ma..
E’ quel ma che ci frega sempre.. Vuole fare le stesse cose con tutte, ne ha tante intorno, per il lavoro che fà certo, ma il risultato è sempre lo stesso.
E poi tutte quelle auto. “No, non ci faccio il matto.” Ahahaha.. No, e te le sei comprate tanto perchè ti serviva una macchina? E allora perchè non una bella utilitaria?”
E poi il discorso ritorna sulla fiducia. Quale fiducia? Non la vedo, non esiste tra me e te, non è possibile.
Non mi credo ingenua, anzi credo di aver imparato qualcosa da qualcuno che se anche mi ha fatto soffrire, è stato una grande scuola di vita. Credo a quello che sò, a quello che è stato, credo ai fatti e molto poco alle parole, credo che la pizza se la vuoi te la mangi da solo. Non credo alle tue macchine e non credo a te.

 

Le Fate ignoranti.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole. il 23 Marzo, 2007 da Elisa

 

Che stupidi che siamo,

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quanti inviti respinti,
quante
parole non dette,
quanti
sguardi non ricambiati.
Tante volte la vita ci passa accanto
e noi, non ce ne accorgiamo nemmeno.

American History X.

Pubblicato su Alcool Pupe & Pallottole. il 19 Marzo, 2007 da Elisa

“Suppongo che a questo punto dovrò dirle cosa ho imparato, la conclusione, giusto? Bè la mia conclusione è che l’odio è una palla al piede, la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena. Derek dice che bisogna sempre terminare una tesina con una citazione, dice che c’è sempre qualcuno che ha detto una cosa nel migliore dei modi, perciò se non riesci a fare di meglio ruba da lui e farai la tua figura. Ho scelto una citazione che penso le piaccia:

“Non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può averci fatto vacillare non deve rompere i profondi legami del nostro affetto, le corde mistiche della memoria risuoneranno quando verranno toccate, come se a toccarle fossero i migliori angeli della nostra natura.”

 

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29 anni fà.

Pubblicato su Storia e Attualità. il 16 Marzo, 2007 da Elisa

Aldo Moro (23 Settembre 1916 - 9 Maggio 197 8) è stato un importante uomo politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana.

E’ stato rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse, negli “anni di Pombo”.

Non voglio parlare degli avvenimenti in particolare, molti li sanno o comunque la storia è facilmente reperibile su internet.

Quello su cui vorrei soffermarmi è sul fatto che a distanza di quasi trent’anni ancora non si è fatta chiarezza su come effettivamente siano andate le cose, e sulle effetive responsabilità. Su come il partito della Democrazia Cristiana di quei tempi non abbia fatto molto per liberare il suo leader, e sul perchè non si sia mai chiarito se ci sono delle responsabilità da parte dei servizi segreti italiani. Alcuni dicono che Aldo Moro, era un personaggio politico scomodo, e che le B. R. siano state stumentalizzate ed utilizzate come unici colpevoli della sua morte. Ci sono esponenti politici che sapevano e che hanno preferito far finta di non vedere, perchè era meglio togliere Moro dalla circolazione.

Ora, è possibile che a distanza di tutto questo tempo, non si possa sapere la verità?

A me sono molto piaciuti due film sull’avvenimento, uno “Piazza delle cinque lune”, in cui si cercano di ricostruire gli avvenimenti, l’altro “Buongiorno, notte” che cerca di mettere in luce l’umanità di Moro e il suo possibile rapporto con i suoi rapitori.

Non sono una storica, e non voglio peccare di presunzione, ma abbiamo il diritto di sapere perchè un uomo è morto e chi ne è responsabile.

Antologia di Spoon River.

Pubblicato su Letture. il 4 Marzo, 2007 da Elisa

E’ più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle. Ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole. Io sono contento.